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Tabarka
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mwfgTabarka o mwfwTabarca (mwgain arabo طبرقة ‎mwgq?) è una mwggcittà della Tunisia, sul mwgwMediterraneo, presso il confine con l'mwhaAlgeria. Ha una baia con un piccolo porto.

Contents

Storia
Note

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Storia

È l'antica mwiaThabraca, toponimo di origine mwiqlibico-berbera, buon rifugio di navi, poi mwigcolonia romana, e sede cristiana dal mwiwIV secolo.

Qui ebbe fine il tentativo di rivolta di mwjqGildone (31 luglio 398): rigettato dal vento sulla costa africana durante un tentativo di fuga dal fratello nemico, Gildone si tolse la vita.

«..Pisani, che nell'

XI secolo

si distinsero nella lotta contro i saraceni e...nel 1087 (furono) vittoriosi in una spedizione contro

Tunisi

, fondarono sulle coste africane banche e vi stabilirono negozi d'ogni genere. L'insediamento non fu breve, poiché nel

1167

il bey di Tunisi, Abdallah-Bockoras, cedeva loro in piena proprietà l'isola di Tabarka presso il confine algerino con l'esclusivo privilegio della pesca del corallo che tennero fino a quasi il 1550.

»

Nel mwla1544 l'omonima isola, prospiciente la città, venne data da Carlo V in concessione alla famiglia genovese dei mwlqLomellini che ad essa erano interessati per la mwlgpesca del corallo.cite-ref-3[3] Fu quindi istituita la mwmwColonia genovese di Tabarca sotto il dominio della mwnaSuperba e il mandato del mwnqRe di Spagna.

I Lomellini facevano parte della cerchia di mwnwAndrea Doria, ed erano legati per vincoli parentali alla mwoafamiglia Grimaldi. La concessione era probabilmente il prezzo per la liberazione del corsaro turco mwoqDragut, catturato nel 1540 da mwogGiannettino Doria, luogotenente di Andrea Doria, nella mwowbattaglia di Girolata. I Lomellini colonizzarono mwpaTabarca con un gruppo di abitanti di mwpqPegli, quartiere di Genova, dove avevano varie proprietà ed un grandioso palazzo di villeggiatura.

La comunità di Pegliesi visse a Tabarka per vari secoli.

Nel 1738, a causa dell'esaurimento dei banchi corallini e del deterioramento dei rapporti con le popolazioni arabe, un folto gruppo di tabarkini si trasferì in mwrgSardegna nell'mwrwIsola di San Pietro, allora disabitata, dove fondò un nuovo comune: mwsaCarloforte. Il trasferimento fu possibile grazie alla volontà del mwsqre di Sardegna mwsgCarlo Emanuele III di Savoia di colonizzare le terre di Sardegna non ancora abitate. Il nome di mwswCarloforte fu scelto in onore del sovrano.

Il destino dei pegliesi rimasti a Tabarka era segnato: nel 1741 il mwtqBey di Tunisi, mwtgAbu l-Hasan 'Ali I ,invase l'isola, apportò distruzione e fece prigionieri gli abitanti riducendoli in schiavitù. La liberazione degli schiavi avvenne per l'interessamento di nobili europei, del Papato, di mwtwCarlo Emanuele III e di mwuaCarlo III di Spagna. Gli schiavi liberati in parte raggiunsero mwuqCarloforte, mentre gli altri, dopo varie vicissitudini, diedero origine ad altre due comunità: mwugCalasetta (nel 1770) nell'mwuwisola di Sant'Antioco in mwvaSardegna e mwvqNueva Tabarca sull'isola di San Pablo presso mwvwAlicante in mwwaSpagna.

Mentre i tabarkini di mwwgNueva Tabarca si sono completamente integrati in Spagna perdendo la propria identità originaria, i tabarkini di Carloforte e Calasetta hanno mantenuto integra la loro identità culturale sia nelle usanze che nella lingua: il mwwwdialetto di queste due località, il cosiddetto mwxatabarchino, sono mwxqisole linguistiche di tipo mwxgligure in un territorio principalmente mwxwsardo, lingua completamente differente.

La regione di Tabarka ebbe una sinistra fama negli ultimi decenni del mwyqXIX secolo per via delle scorrerie dei mwygCrumiri, una tribù dell'entroterra particolarmente rapace che effettuava incursioni in territorio algerino e depredava le navi che si avventuravano o si incagliavano di fronte alle sue coste (le scorrerie dei Crumiri furono poi il pretesto dell'intervento francese nel mwyw1881, che ridusse la Tunisia a un mwzaprotettorato).

Il comune di Tabarka è stato istituito con decreto del 27 giugno 1892. Nel 1952, il leader nazionalista mwzgHabib Bourguiba, che sarebbe poi diventato presidente della Tunisia, fu esiliato a Tabarka e poi a mwzwLa Galite dalle autorità coloniali francesi.

Economia

L'economia della città è fondata sulla pesca di diversi tipi di pesce e di corallo, sull'agricoltura (frutta e verdura di stagione) e sul commercio (esportazione di pesce, prodotti artigianali in legno e corallo, frutta, tabacco...). mwagL'aeroporto internazionale di Tabarka ha contribuito ad una consistente crescita del settore turistico, facilitata anche dall'apertura di hotel e dalla presenza di un numero sempre più alto di operatori turistici.

Galleria d'immagini

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwiwIstituto nazionale di statistica, Tunisia
cite-note-22. mwjwmwkamwkqCorallo e Tabarka, su mwkgtorreweb.it. mwkwURL consultato il 7 agosto 2012 mwla(archiviato dall'mwlqurl originale il 7 marzo 2019).
cite-note-33. mwmqmwmgpegli.com.

Voci correlate

• mwngPegli
• mwogCarloforte
• mwpaCalasetta
• mwpgTabarchini

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tabarka

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itTabarca, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaVito Vitale, TABARCA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefsapere-itTabarka, su sapere.it, De Agostini.
• Tabarchin (tabarchino), su web.uniud.it. URL consultato il 19 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2007).
• citerefpegli-comLe colonie, su pegli.com. URL consultato il 20 marzo 2007 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2007).
• quadro del XVII secolo - piano della città e del porto vista dal mare (anonimo. Museo navale di Pegli), su capurromrc.it.